SIPOTRA: Mario Sebastiani, eletto nuovo presidente.

Roma,18 APR- Il 15 ed il 16 aprile  si è votato per il rinnovo della carica di presidente della Società Italiana di Politica dei Trasporti (SIPOTRA). Mario Sebastiani è stato eletto presidente, con 36 voti su 48 votanti. Gli altri candidati Francesco Benevolo e Dario Ballotta hanno ottenuto rispettivamente 7 e 4 voti; 1 scheda bianca.

 

SIPOTRA: Seminario di Davide Tarabelli su Energia e Trasporti

Roma,13 APR- Si è tenuta da parte di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, una presentazione dell’evoluzione del mercato energetico rispetto alla mobilità partendo dalla considerazione che, a livello mondiale, il futuro dell’energia è in crescita e, all’orizzonte del 2035, l’energia derivante dai fossili sarà ancora intorno all’80 per cento mentre quella derivante dalle energie alternative non supererà il 2 per cento. La fonte carbone – ha proseguito Tabarelli- negli ultimi 14 anni è quella che, tra tutte le fonti, è cresciuta di più, in particolare in Cina dove il 95 per cento dell’energia elettrica è prodotta da carbone. Anche il contributo del gas è effettivamente cresciuto passando dal 20 al 35 per cento dell’offerta globale, ma questo ha inciso poco sulle emissioni di CO2 che sono passate da 20 miliardi del 1990 a 32 miliardi dello scorso anno. Toccando poi il tema energia e mobilità Tabarelli ha sottolineato il fatto che il 97 per cento della domanda di trasporto è garantita da carburanti di origine fossile. Dalle ultime rilevazioni infatti – ha proseguito il presidente di Nomisma Energia- il contributo delle auto elettriche è dello 0,06 per cento mentre quello delle auto ibride è dell’0,77 per cento. “Sulle piccole percorrenze queste automobili sicuramente garantiscono la mobilità  se nonché vi è  quella che viene definita  ansia di percorrenza in quanto c’è il problema dei rifornimenti. Il petrolio in realtà continuerà a dominare nei trasporti e non vi è di fatto concorrenza ai derivati petroliferi in quanto l’offerta aumenta e i prezzi sono crollati. Fare a meno del petrolio nei prossimi venti anni -ha sottolineato Tabarelli- è praticamente impossibile in quanto le prestazioni che i derivati petroliferi offrono sono migliori condensando loro, in piccoli serbatoi, un’enorme quantità di energia. Peraltro nel trasporto, rispetto alle emissioni è difficile fare politiche di contenimento delle stesse, vista la parcellizzazione del parco autovetture. Solo con il cambio modale, penso all’Alta Velocità- ha concluso Tabarelli la sua relazione-  si può registrare un contenimento dell’uso dell’automobile sull’autostrada”.

SIPOTRA: ASSEMBLEA per designare nuovo presidente. I saluti di Cascetta.

Roma,13 APR- “ Al paese serve un’associazione di questo tipo “ con queste parole  Ennio Cascetta ha salutato l’assemblea di SIPoTra , tenutasi a Roma, per designare alla carica di presidente dell’associazione stessa il sostituto dell’ex assessore regionale ai trasporti  della Campania.   Cascetta ha ricordato le tappe salienti che portarono nel 2013 alla costituzione dell’associazione e al ruolo che SIPoTra ha saputo svolgere per far si che  la politica dei trasporti ,tema fino ad allora poco visibile nell’agenda del dibattito pubblico del paese, entrasse invece tra le  prorità  dell’opinione pubblica. ”SIPoTra è un luogo – ha proseguito l’attuale responsabile della Struttura Tecnica di Missione del MIT- di analisi e di discussione delle questioni relative ai trasporti sviluppando un approccio interdisciplinare al comparto dei trasporti”.

Dopo il saluto di Cascetta si è tenuta l’assemblea dell’associazione che ha avviato la procedura per nominare il presidente; sono state presentate tre candidature : quella di Dario Balotta, di  Francesco Benevolo e di Mario Sebastiani che sono intervenuti presentando un loro programma.  Balotta ha toccato in particolare il tema dell’interdisciplinarietà in modo da riuscire a fare sistema e superare cosi i corporativismi dei vari settori. “Questo è il compito che abbiamo davanti-ha detto Balotta terminando la sua presentazione  -magari spostandoci dal tema infrastrutturale al tema dei meccanismi di gestione”. Benevolo dal canto suo ha evidenziato che oggi la politica dei trasporti registra processi di sempre maggiore rapidità e interconnessione ma soprattutto la caratteristica odierna è che si ha a che fare con una programmazione più attiva. “In tal senso – ha concluso il suo intervento  Benevolo- l’associazione deve promuovere un confronto continuo ed aperto su come la programmazione impatta sul territorio” . Per ultimo è intervenuto Mario Sebastiani che ha sottolineato come l’associazione debba alimentare sistematicamente la discussione sui temi della mobilità. “Questo per far si che  SIPotra possa acquistare- ha evidenziato Sebastiani- una sempre maggiore visibilità in modo da poter incidere sulle scelte pubbliche”. Gli iscritti all’associazione SIPoTra avranno due giorni tempo (il 15 ed il 16 aprile) per votare per via telematica e così scegliere il nuovo presidente .

 

SIPOTRA: Audizione di SIPoTra presso la Commissione Trasporti della Camera su servizi e infrastrutture di trasporto nel Mezzogiorno 

Roma, 26 MAR – Si è tenuta oggi presso la IX Commissione – Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati l’audizione informale dell’associazione Società Italiana Politica dei Trasporti (SIPoTra)  incentrata sui sistemi di trasporto per le regioni del Mezzogiorno.

La delegazione di SIPoTra, guidata dal presidente Ennio Cascetta, ha illustrato le indicazioni emerse a conclusione del convegno “Una nuova accessibilità per lo sviluppo del Mezzogiorno: servizi e infrastrutture di trasporto” organizzato a Napoli da SiPoTra lo scorso 15 dicembre 2014.

Al Presidente Michele Meta ed agli altri parlamentari della IX Commissione, la delegazione ha illustrato la  difficile situazione in cui versa il Mezzogiorno sia sotto il profilo economico che per quanto riguarda i servizi e le infrastrutture di trasporto. Le analisi dei partecipanti al convegno hanno evidenziato, da diversi punti di vista, il forte “isolamento” delle regioni meridionali, sia al proprio interno sia nei collegamenti passeggeri e merci con il resto del paese, con l’Europa e con i paesi  del Mediterraneo.

SIPoTra ha sottolineato l’urgenza di interventi finalizzati a ridurre “lo spread di accessibilità” dando seguito ad iniziative coordinate a breve ed a lungo termine. Tutti membri della Commissione presenti hanno dimostrato grande interesse per tutti i temi affrontati.

Le proposte che l’associazione suggerisce per migliorare accessibilità e competitività del Mezzogiorno sono:

1.       Una visione degli investimenti unitaria e coerente con la programmazione europea

  • superando i tanti “localismi” auto-referenziali di Regioni ed Enti territoriali, anche attraverso la modifica del titolo V della Costituzione
  • avviando la redazione di uno specifico Piano dei trasporti e della mobilità per il Mezzogiorno, al quale agganciare il PON Trasporti e le programmazioni regionali, come richiesto dalla UE
  • rendendo le scelte infrastrutturali trasparenti e condivise, ponendo gli studi di fattibilità alla base delle decisioni e modificando la legge Obiettivo, L. 443/2001 , che invece elenca gli interventi senza selezionarli attraverso un’adeguata valutazione tecnico-economica
  • promuovendo un nuovo stile di progettazione di “infrastrutture snelle”

2.       Co-finanziamento pubblico dei servizi di trasporto nel e per il Mezzogiorno

  • acquistando con fondi pubblici tracce ferroviarie da mettere a disposizione mediante gara agli operatori ferroviari cargo gratuitamente da/per selezionati poli logistici del Mezzogiorno
  • co-finanziando lo start-up di nuovi collegamenti viaggiatori e merci da assegnare tramite gara alle imprese di trasporto sulla base di studi di fattibilità che giustifichino l’aiuto di Stato nell’ambito degli obiettivi Europei di convergenza
  • identificando interventi mirati ai collegamenti fra le 5 città metropolitane del Mezzogiorno

3.       Valorizzazione delle infrastrutture esistenti

  • estendendo al Sud i benefici dell’alta velocità, massimizzando le prestazioni nei collegamenti inter-city e regionali attraverso il progetto Massima velocità /Massima capacità ferroviaria: nuova linea Napoli-Bari e Catania-Palermo, up-grading tecnologico della linea Adriatica edel la Salerno – Reggio Calabria
  • migliorando i collegamenti di porti ed interporti con le reti stradali e ferroviarie nazionali ed europee
  • definendo tempi e costi per garantire ai principali assi viari del Mezzogiorno dei livelli minimi di percorribilità e di sicurezza

4.       Promozione delle politiche per lo sviluppo e l’integrazione logistico ed industriale del Mediterraneo

  • partecipando attivamente al Piano di azione per il Mediterraneo
  • promuovendo un “Nuovo trattato di Barcellona” sui temi dei trasporti e della logistica, anche indicendo su iniziativa italiana una conferenza internazionale sull’argomento
  • istituendo Zone Economiche Speciali nei principali porti del Mezzogiorno.

La delegazione di SIPoTra  era composta  da Ennio Cascetta, presidente, Pietro Spirito, segretario, Marco Spinedi, membro del consiglio direttivo, Francesco Russo, Pierluigi Coppola e Chiara de Luca, soci di SIPoTra.

 

 

SIPOTRA: lettera a Delrio, le proposte per il rilancio economico del Mezzogiorno. Partire da trasporti e logistica

Roma, 29 DIC – Sono sette le proposte per il rilancio del Mezzogiorno presentate da SIPOTRA, società italiana di politica dei trasporti, in una lettera inviata oggi al sottosegretario Graziano Delrio.

Dalla creazione di una macro regione capace di superare i localismi auto referenziali al co-finanziamento pubblico dei servizi di trasporto, dai nuovi investimenti ed interventi di manutenzione ai sistemi di gestione del traffico di ferrovie, strade, porti ed aeroporti all’introduzione di sistemi di trasporto di massa più rapidi nei centri metropolitani, dalla promozione delle politiche infrastrutturali e logistiche del Mediterraneo all’incentivo per l’internazionalizzazione delle imprese alla creazione di strutture tecnico-amministrative e di ricerca a livello nazionale che abbiano le competenze per gestire le fasi di programmazione e di spesa, capaci di muoversi più agilmente delle lente e burocratiche amministrazioni.

Sono queste secondo SIPOTRA le sfide che il Governo dovrà affrontare per rilanciare la situazione economica del Mezzogiorno che negli ultimi anni si è trovato a  vivere in una situazione sempre più drammatica: tra il 2008 ed il 2013 il PIL è calato del 13,3% e gli investimenti sono diminuiti del 33%, gli investimenti in opere pubbliche tra il 1992 ed il 2012 sono diminuiti di 4 volte, 600 mila sono i posti di lavoro persi tra il 2008 ed il 2013 e si ipotizza un calo di 4 milioni di residenti tra il 2012 ed il 2065 nel Sud e Isole. La concausa di questa situazione va ricercata nel sistema dei trasporti e della logistica che al Sud risultano essere amplificati rispetto a tutto il resto della Penisola.

Solo il 18% delle relazioni tra i capoluoghi di regione del Sud sono serviti da un collegamento diretto tramite aereo o ferrovia, contro il 50% del Nord ed il 67% del Centro Italia: in treno: Napoli – Firenze: 2 ore e 50 minuti e 18 treni AV al giorno; Napoli -  Milano: 4 ore e 20 minuti e 22 treni AV al giorno; Napoli – Bari: 4/6 ore e 6 treni al giorno, di cui nessuno diretto, fra Catania e Bari: non ci sono collegamenti i se non in aereo via Roma. 

Nel segmento delle merci, il gabarit delle gallerie delle principali linee ferroviarie merci dai porti ed interporti del Mezzogiorno non consente il transito di semi-rimorchi su carri Poche standard; i container marittimi su carri pianali standard non possono transitare sulle linee siciliane, e da Gioia Tauro verso Nord devono attraversare la Sila per immettersi sul corridoio Jonico- Adriatico. I treni merci dal Sud non possono superare i 500 metri di lunghezza, a fronte di treni da 850 metri che entro il 2015 attraversano la Germania lungo il corridoio Bologna-Stoccolma, e dei treni da 1.000 metri che attraversano la Francia da Perpignan alla frontiera belga.

Secondo quanto emerge dagli studi di SIPOTRA il limiti del sistema di trasporti e logistica meridionale dipendono principalmente da:

-       Mancanza di programmazione unitaria su scala nazionale pienamente coordinata con quella su scala europea, a cui si aggiungono le limitate capacità di programmazione delle regioni, titolari di quote significative dei fondi per investimenti provenienti dall’Unione Europea

-       Scarsa capacità realizzativa: al 31 ottobre 2014, è stato certificato solo il 50,5% della dotazione complessiva dei fondi POR FESR per le regioni convergenza anche per tempi e costi di realizzazione delle infrastrutture largamente superiori alle medie nazionali ed europee

-       Le infrastrutture in cantiere nel Mezzogiorno valgono 4,7 mld di euro, contro i 19 miliardi del Centro- Nord

-       Solo il 19% dei nuovi finanziamenti complessivi in infrastrutture è destinato al Mezzogiorno   sia per scelte di politica dei trasporti sia per la carenza di progetti maturi

-       Poca trasparenza ed assenza di metodi di valutazione indipendenti nelle scelte sia programmatiche sia relative alle singole soluzioni progettuali

-       Situazione critica della mobilità urbana, con infrastrutture e servizi fortemente insufficienti

-       Assenza di condizioni concorrenziali nel mercato, ad esempio, nei collegamenti ferroviari di lunga percorrenza, o per il mercato come nel caso dei trasporti pubblici locali o nell’assegnazione della gestione di terminali portuali o aereo portuali

Di seguito nel dettaglio le proposte presentate al Sottosegretario Delrio:

1-      Messa a punto di una visione unitaria, e coerente con la programmazione Europea, per la intera macro-regione, delineata possibilmente su “aree vaste” che comprendano macro-province e/o macro-regioni, con l’intento di superare i tanti “localismi” auto-referenziali. La programmazione nazionale (quando c’è) e quelle regionali sono troppo spesso liste di opere incoerenti fra loro, che non colgono le opportunità derivanti dalle sinergie di sistema e dalle economie di scala. Le proposte di progetto spesso sono prive di valutazioni effettuate con metodi di analisi riconosciuti dall’Unione Europea, incoerenti fra loro, ed in alcuni casi in contraddizione con le proposte di intervento già approvate nell’ambito delle reti TEN. Per superare questi limiti riteniamo necessario introdurre un nuovo approccio alla programmazione – modificando l’art. 1 della legge 443/2001, legge obiettivo —che riavvii la redazione quinquennale del Piano generale dei trasporti e della mobilità ed alla decisioni, utilizzando analisi rigorose, effettuate con strumenti adeguati, quali, ad esempio, il Public Engagement, che favoriscano la partecipazione contrastando richieste irrealistiche, basate su studi di fattibilità di qualità, in grado di individuare le soluzioni migliori fra le diverse alternative possibili. Regioni e Stato, ciascuno per la propria parte, devono collaborare su questi temi per costruire un nuovo paradigma che modifichi la ripartizione delle competenze Stato – Regioni per le infrastrutture di livello strategico o, in attesa della riforma Costituzionale, facendo svolgere allo Stato il ruolo di proposta motivata e recependo l’intesa delle Regioni in sede di Conferenza. Fra l’altro con l’assenza di una programmazione-quadro di livello nazionale che dimostri il contributo delle singole scelte regionali alla realizzazione del disegno strategico Europeo sarà sempre più difficile accedere ai fondi strutturali e di investimento della UE. Il percorso non è formale, poiché, come già accaduto in passato, laddove la Commissione non dovesse intravedere obiettivi specifici e ben delineati e strategie adeguate per perseguirli, essa procederà alla richiesta di integrazioni, rinviando di fatto nel tempo la disponibilità delle risorse e la conseguente realizzazione degli investimenti.

È quindi centrale ricondurre l’intero Paese e di conseguenza il Mezzogiorno, nell’ambito europeo, definendo scelte infrastrutturali trasparenti e condivise, non facilmente modificabili con  singoli atti di governo a livello nazionale e regionale, recuperando una pianificazione nazionale strategica dei trasporti e della logistica disegnata per un orizzonte di lungo periodo, sulla falsariga di quanto fanno da tempo  l’UE e tutti i grandi Paesi Europei e superando quindi definitivamente la prassi della Legge Obiettivo.

Va valutata la possibilità di costituire “Infrastrutture Italia” un organismo indipendente (con le stesse garanzie di indipendenza della Banca d’Italia) al quale affidare la stabilità nel tempo dei programmi infrastrutturali che, per loro natura, si estendono su orizzonti temporali che vanno protetti anche dal ciclo politico.

2-      Co-finanziamento pubblico dei servizi di trasporto nel, dal e per il mezzogiorno, attraverso sovvenzioni alla domanda dirette o indirette, per esempio tramite l’acquisto con fondi pubblici di tracce ferroviarie da mettere a disposizione con gara degli operatori ferroviari cargo gratuitamente  da/per selezionati poli logistici del Mezzogiorno; contributi allo start-up di nuovi collegamenti viaggiatori e merci da assegnare tramite gara alle imprese di trasporto sulla base di proposte supportate da studi di fattibilità tecnico-economici in grado di dimostrare il ritorno dell’investimento e che giustifichino l’ aiuto di Stato rispetto agli obiettivi Europei di convergenza. Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai collegamenti fra le 5 aree metropolitane del Mezzogiorno.

3-      Reindirizzo di una parte dei finanziamenti per nuovi investimenti ad interventi di manutenzione straordinaria ed ai sistemi di gestione del traffico di ferrovie, strade, porti ed aeroporti, con l’obiettivo di utilizzare nel miglior modo possibile le infrastrutture esistenti, soprattutto nel caso in cui non siano previsti interventi sostitutivi nel breve-medio periodo. Per le ferrovie ciò si tradurrebbe, ad esempio, in un progetto di massima velocità e massima capacità ferroviaria: intere aree sono escluse dai benefici della alta velocità – alta capacità che oggi si ferma a Salerno e lo rimarranno anche dopo la realizzazione delle nuove linee Napoli-Bari e Palermo-Catania. Su questi assi principali (ad es. Salerno-Reggio Calabria, linea Adriatica, trasversale merci tirreno – adriatica) si ritiene necessario concepire, progettare e realizzare a breve un programma che massimizzi le prestazioni per i collegamenti inter-city e regionali, con interventi infrastrutturali limitati ed attraverso l’utilizzo estensivo delle tecnologie di controllo più avanzate. Nel settore delle merci, interventi sull’ “ultimo miglio” di porti ed interporti nei collegamenti con le reti stradali e ferroviarie nazionali ed europee. Nel settore stradale vanno definiti a breve tempi e costi per garantire livelli minimi di percorribilità e sicurezza ai principali assi viari del Mezzogiorno, come la statale Basentana per la Basilicata o l’attuale statale 106 Ionica, in attesa degli interventi di raddoppio previsti.

4-      Priorità agli interventi sulla mobilità urbana e metropolitana che allo stato attuale sono uno dei principali punti di debolezza del sistema della mobilità del Mezzogiorno. Si ritiene che l’introduzione di sistemi di trasporto rapido di massa, disegnati su elevati standard di qualità ed utilizzando le tecnologie più adeguate debba essere considerato prioritario nella selezione dell’allocazione delle risorse nazionali ed europee, un progetto mobilità urbana nel Mezzogiorno a partire dalle 5 città metropolitane : Bari, Catania, Napoli, Palermo e Reggio Calabria-Messina.

5-      Promozione decisa e convinta su scala europea ed internazionale delle politiche infrastrutturali e logistiche per il Mediterraneo. L’Italia deve riacquistare una propria capacità di proposizione politica per un “nuovo” Mediterraneo, a partire dai trasporti e dalla logistica superando ritardi e disattenzioni del passato. Il nuovo Piano di azione per il Mediterraneo, la rete dei trasporti del Mediterraneo TMN-T, i singoli piani di sviluppo degli assi terrestri e delle autostrade del mare, devono essere concepiti come una formidabile occasione per il Paese intero e per il Mezzogiorno in particolare. Tale funzione deve essere condivisa con i governi regionali e delle città metropolitane, coinvolte in maniera pro-attiva nella sua ridefinizione, sulla falsariga di quanto già fatto da molte Regioni dell’UE e dei paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Il Governo italiano potrebbe farsi promotore di un “Nuovo trattato di Barcellona” sui temi dei trasporti e della logistica, indicendo una conferenza internazionale sull’argomento, da programmare per il prossimo anno in una città del Mezzogiorno.

6-      Forte auspicio a promuovere un sempre maggiore coordinamento tra politiche per l’accessibilità e politiche industriali e di incentivo all’internazionalizzazione delle imprese, da mettere in luce in primo luogo attraverso una coerente programmazione degli interventi sulle infrastrutture e sui servizi. E’ difficile prevedere una ripresa significativa della produzione manifatturiera nel Mezzogiorno, se non è sostenuta dal consolidamento e dallo sviluppo delle imprese di servizi alla produzione, a cominciare da quelli del trasporto delle merci e della logistica. Agro-alimentare, tessile-abbigliamento, pelli e calzature, meccanica strumentale, arredamento e mobile, ecc. sono settori in grado di uscire dalla crisi e di esportare, solo se affiancati da servizi logistici e di trasporto di qualità, localizzati all’interno dei principali nodi portuali ed interportuali. La presenza di tante imprese italiane operanti in Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia lungo le filiere citate costituiscono il principale punto di riferimento, per favorire l’internazionalizzazione della logistica meridionale. A questo fine sarebbe molto importante attivare delle Zone Economiche Speciali in corrispondenza dei principali sistemi portuali del mezzogiorno a partire da Gioia Tauro, Napoli e Taranto.

7-      Messa a punto di strutture tecnico-amministrative e di ricerca a livello nazionale, regionale e locale fortemente rinnovate, adeguate a nuove funzioni programmatorie, sul modello dei principali organismi internazionali, nella convinzione che le risorse ad esse destinate possano essere quelle a più elevato ritorno di investimento. Burocrazie poco competenti producono progetti inefficaci ed inefficienti sia nella fase di programmazione che in quella di spesa. I temi dell’accessibilità, della logistica e delle infrastrutture di trasporto nel Mezzogiorno dovrebbero essere monitorati e approfonditi con indagini, analisi, ricerche e proposte, analogamente a quanto già lo SVIMEZ fa per l’economia meridionale. A questo scopo, si propone di destinare una percentuale, ad esempio del 5 per mille, dei fondi per gli investimenti del Mezzogiorno al loro finanziamento.

Una nuova accessibilità per lo sviluppo del Mezzogiorno: servizi ed infrastrutture di trasporto

Napoli, 15 DIC – “I limiti del sistema italiano dei trasporti e della logistica sono amplificati al Sud e il gap di accessibilità del Mezzogiorno è a sua volta limite per il rilancio economico e sociale”. Sono i presupposti del convegno “Una nuova accessibilità per un nuovo Mezzogiorno, promosso dalla Società Italiana di Politica dei Trasporti (S.I.Po.Tra.), che al centro della propria iniziativa pone l’individuazione di soluzioni di supporto ai decisori pubblici e agli operatori e che – nell’occasione – sottopone al dibattito alcune proposte elaborate dal Consiglio Direttivo dell’Associazione.

Il gap di accessibilità delle regioni del Mezzogiorno si inserisce in una situazione economica drammatica (-13,3% del PIL tra 2008 e 2013; -33% degli investimenti; riduzione di quasi 4 volte degli investimenti in opere pubbliche tra il 1992 ed il 2012; 600 mila posti di lavoro persi tra il 2008 ed il 2013; calo di 4 mln di residenti tra il 2012 ed il 2065 nel Sud e Isole).

I limiti del sistema italiano dei trasporti e della logistica sono amplificati al Sud: è deficitaria la programmazione unitaria su scala nazionale e limitata la capacità delle regioni, titolari di quote significative dei fondi per investimenti dell’Unione Europea (al 31 ottobre 2014, è stato certificato l’utilizzo solo del 50,5% dei fondi); le infrastrutture in cantiere nel Mezzogiorno valgono 4,7 mld di euro, contro i 19 miliardi del Centro- Nord; solo il 19% dei nuovi finanziamenti complessivi in infrastrutture è destinato al Mezzogiorno; tempi e costi di realizzazione delle infrastrutture sono largamente superiori alle medie nazionali ed europee; c’è poca trasparenza ed assenza di metodi di valutazione indipendenti nelle scelte; è diffusa una situazione critica della mobilità urbana, con infrastrutture e servizi fortemente insufficienti; c’è assenza di condizioni concorrenziali nel mercato e per il mercato.

L’accessibilità del Mezzogiorno è un limite per il rilancio economico e sociale: solo il 18% delle relazioni tra i capoluoghi di regione del Sud sono serviti da un collegamento diretto tramite aereo o ferrovia, contro il 50% del Nord ed il 67% del Centro Italia; nel segmento delle merci, le sagome delle gallerie non consentono il transito di semi-rimorchi su carri e i treni merci dal Sud non possono superare i 500 metri di lunghezza (a fronte di standard superiori ai 750 metri in molti paesi europei e in Italia fino a Bologna).

 

Le proposte di SIPOTRA

1)      Programmazione unitaria, coerente con i progetti europei, per la macro-regione o le macro-regioni del Mezzogiorno individuate su “aree vaste” per superare i tanti “localismi” autoreferenziali correggendo le distorsioni indotte dal titolo V e utilizzo di strumenti come il Public Engagement per una valutazione oggettiva e allo stesso tempo partecipata delle scelte di investimento;

2)      Co-finanziamento pubblico dei servizi di trasporto passeggeri e merci, attraverso sovvenzioni alla domanda dirette e indirette, da assegnare attraverso gare e con modalità del tutto trasparenti;

3)      Reindirizzo di una parte dei finanziamenti per investimenti di upgrading (tecnologico e strutturale) per aumentare la capacità della rete infrastrutturale esistente, con interventi aggiuntivi alla realizzazione delle nuove linee AV/AC Napoli-Bari e Palermo-Catania: progetto massima velocità-massima capacità per la Salerno-Reggio Calabria, per l’Adriatica e per la trasversale merci tirreno-adriatica;

4)      Priorità agli interventi sulla mobilità urbana e metropolitana, oggi uno dei principali punti di debolezza del sistema della mobilità del Mezzogiorno;

5)      Promozione decisa e convinta su scala europea ed internazionale delle politiche infrastrutturali e logistiche per il Mediterraneo, anche attraverso una Conferenza internazionale che promuova un “Nuovo Trattato di Barcellona” per l’area;

6)      Coordinamento tra politiche per l’accessibilità e politiche industriali e di incentivo all’internazionalizzazione delle imprese,

7)      guardando al ruolo del Sud nell’area del Mediterraneo (14,6% nell’interscambio contro il 6,8% delle altre macroregioni) e alla elevata proiezione delle imprese meridionali verso i mercati internazionali (il Mezzogiorno rappresenta il 31% delle esportazioni italiane nel settore aeronautico; il 17% nel settore auto motive; il 18% nel settore agro-alimentare e il 13% del settore farmaceutico, senza considerare il ruolo del turismo, particolarmente vocato per l’area);

8)      Messa a punto di strutture tecnico-amministrative e di ricerca a livello nazionale, regionale e locale fortemente rinnovate, adeguate alle nuove funzioni programmatorie, sul modello dei principali organismi internazionali, per superare i limiti di burocrazie poco competenti che producono progetti inefficaci ed inefficienti sia nella fase di programmazione che in quella di spesa. Le esperienze scientifiche internazionali dimostrano che le risorse investite in tali strutture sono quelle a più elevato ritorno di investimento: a tale scopo, SIPOTRA propone di destinare una percentuale, ad esempio del 5 per mille, dei fondi per gli investimenti del Mezzogiorno al loro finanziamento.

 

Lettera di S.i. Po.Tra. inviata al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi

 

S.i.PO.Tra.: il calendario dei prossimi appuntamenti. Workshop su TPL e Mezzogiorno e convegno a Napoli

Roma, 10 LUG – Si è tenuto lunedì 7 luglio, a Roma, il consiglio direttivo di SIPoTra, Società italiana di Politica dei Trasporti, nel corso del quale sono state programmate, tra le altre cose, anche le prossime iniziative dell’associazione per il 2014.
Si terrà a settembre a Roma un workshop sui trasporti ed il Mezzogiorno, a ottobre ne è previsto un altro, sempre nella Capitale, sulla riforma del TPL, infine a dicembre si svolgerà a Napoli il convegno sui collegamenti, le infrastrutture e la logistica per la ripresa economica del Mezzogiorno ed il riequilibrio territoriale.

 

 

S.i.PO.Tra.: a Milano il convegno sulle infrastrutture di trasporto tra errori passati e prospettive future

Milano, 6 GIU – “La valutazione economica delle infrastrutture di trasporto è essenziale per guardare alle prospettive future senza ripetere gli errori del passato”. E’ il tema del convegno che si è tenuto oggi a nella storica sede del Politecnico di Milano, promosso dalla Società Italiana di Politica dei Trasporti (S.i.Po.Tra.), che al centro della propria iniziativa pone l’individuazione di soluzioni di supporto ai decisori pubblici e agli operatori. L’iniziativa e’ stata organizzata con la collaborazione di Traspol, laboratorio di politica dei trasporti di Milano.
Punti centrali del dibattito: una valutazione economica degli investimenti capace di rendere “razionale” e trasparente, dunque migliore, il processo decisionale che conduce alla realizzazione dei sistemi di trasporto.

Le decisioni devono basarsi sull’analisi di possibili alternative di intervento attraverso la stima degli impatti, in funzione del raggiungimento degli obiettivi prefissati (efficienza economica, equità sociale e territoriale, di tutela della salute umana e dell’ambiente, di valorizzazione del paesaggio), secondo un metodo che consideri le infrastrutture di trasporto non “cattedrali nel deserto” ma complementari a progetti territoriali e industriali nel rispetto dei vincoli imposti.

La discussione ha evidenziato il difficile rapporto che si è creato fra l’Italia e le infrastrutture, sotto diversi aspetti:

1. La numerosità delle infrastrutture: “troppe”, in alcuni casi;  “troppo poche” in altri (-23 per cento di ferrovia, -20 per cento di Alta Velocità verso la media dell’Europa a 5, -68 per cento di rete metropolitana e di tram verso la media dell’Europa dei 27 paesi). Il Paese paga, in particolare, gli effetti di una mobilità troppo dipendente dall’uso dell’auto.

2. I costi e tempi di realizzazione: elevati e incerti. Il costo per km di ferrovia AV  è di 32 milioni euro contro i 9 della Spagna:  i tempi necessari  per la realizzazione di grandi opere (> 50 mil di euro) sono in media più di 12 anni, di cui 8 sono necessari per le sole fasi di progettazione e consegna  dei  lavori.

3. L’aspetto tecnologico: poca innovazione. In particolare l’utilizzazione delle tecnologie ITS sulle reti stradali è ancora molto limitata e manca un piano significativo di investimenti in questo settore.

4. La condivisione degli Interventi dai territori: assenza del Public Engagement o dibattito pubblico preliminare alla realizzazione delle opere nei territori.  In Italia non c’è una normativa di carattere nazionale su tale argomento e la crisi non arresta le contestazioni: nel 2012 salgono a 354 i “no” ad impianti e infrastrutture (+7 per cento rispetto al 2011).

5. La dotazione  di  infrastrutture all’ interno del paese: notevoli differenziali tra le regioni.  Nel Mezzogiorno ci sono meno linee di Alta Velocità (-72 per cento di dotazione pro capite), di linee ferroviarie non elettrificate (+83 per cento di dotazione pro capite). Il differenziale è ancora più evidente per i servizi: il 97 per cento in meno di treni e/o aerei diretti a settimana tra capoluoghi del sud rispetto a quelli del centro-nord.

La gestione del processo di decisione pubblica è sicuramente una delle principali cause dei tanti ritardi infrastrutturali: la pianificazione e la progettazione dei sistemi di trasporto in Italia risultano inefficaci e complessi. Esempio è la programmazione del lungo elenco di opere inserite nella Legge Obiettivo, tutte ugualmente prioritarie e scelte basandosi prevalentemente sulla mediazione politica e/o economica, anche a seguito della riforma del titolo V della Costituzione e di un malinteso regionalismo  (a distanza di 12 anni dall’approvazione della Legge Obiettivo, il numero di opere concluse resta del 13 per cento del totale e 212 miliardi di euro sono ancora le risorse da dover reperire. In particolare, ammonta a 42,2 miliardi di euro il fabbisogno finanziario necessario per completare le opere considerate prioritarie, come il collegamento ferroviario Torino-Lione, le linee AV Napoli-Bari e Milano-Verona, la superstrada Pedemontana Veneta, il completamento dell’anello della linea metropolitana 1 di Napoli).

Dal dibattito emerge che nella situazione in cui si trova il nostro paese sia necessario cambiare approccio e procedure:

•occorre innanzitutto applicare la regola einaudiana del “conoscere per deliberare”, nella convinzione che la decisione politica debba essere supportata e rafforzata da una consapevolezza adeguata dei problemi e delle soluzioni possibili per risolverli;

•bisogna proporre un approccio interdisciplinare e coerente alle politiche per la mobilità, che leghi tecnica ed economia dei trasporti con l’urbanistica, le politiche del territorio e la internazionalizzazione dei processi, in una visione strategica unitaria;

•va seguito un rigoroso approccio “lean” (fare di più con meno risorse, evitando gli sprechi) sia la cura dimagrante che serve per invertire una tendenza degli anni passati, in cui si è fatto meno con più;

•bisogna riportare al centro dell’attenzione i temi della innovazione e dello sviluppo tecnologico  con la diffusione delle tecnologie disponibili e in via di sviluppo dell’Intelligent Transportation Systems (ITS), dei veicoli e dei sistemi di controllo, e dei sistemi di networking e calcolo diffuso;

•occorre coinvolgere gli stakeholder e l’opinione pubblica fin dall’inizio in scelte di fondo più condivise e trasparenti attraverso metodi che in altri Paesi si sono ormai consolidati, come il public engagement o il débat public.

I lavori sono stati aperti dal Presidente di S.i.Po.Tra Ennio Cascetta; sono seguite le relazioni  di Marco Spinedi, Marco Ponti, Paolo Costa, e successivamente gli interventi di approfondimento e commento di Paolo Beria, Pierluigi Coppola, Francesco Ramella e Roberto Zucchetti. Nel pomeriggio, si è svolta la tavola rotonda coordinata da Ennio Cascetta, che ha visto tra i protagonisti Andrea Boitani, Romualdo Massa Benucci, Barbara Morgante, Yoram Gutgeld, Cristina Giorgiantoni e Ercole Incalza.

 

 

Bologna: Workshop Si.Po.Tra. ”Mobilità e programmazione delle infrastrutture nelle città metropolitane”

Bologna, 20 MAR – Nel pomeriggio di ieri 19 marzo si è svolto a Bologna il workshop “Mobilità e programmazione delle infrastrutture nelle città metropolitane” organizzato congiuntamente da Laboratorio Urbano, che ospitava l’iniziativa, e da SIPoTrà. I lavori sono stati introdotti da Marco Spinedi ed Ennio Cascetta di SIPoTrà e da Luciano Vandelli e Catia Chiusaroli di Laboratorio Urbano; ha fatto seguito un interessante dibattito al quale hanno partecipato in modo informale ed aperto molti dei presenti, provenienti sia dal mondo universitario, sia da quello delle amministrazioni locali, delle imprese di trasporto e di servizi legati alla mobilità.

Dalla discussione, oltre ad alcune proposte che verranno formalizzate, è emerso in modo chiaro che la riforma delle Città Metropolitane presenta elementi potenzialmente rivoluzionari, forse pari a quelli dell’elezione diretta dei sindaci, che potrebbero seriamente contribuire a rilanciare la competitività delle nostre principali città in chiave europea, a patto però che Comuni, Regioni e governo centrale lavorino insieme in modo efficace e costruttivo per arrivare ad una loro piena attuazione, superando le molte, indubbie, difficoltà presenti nel suo percorso attuativo.

 

 

Si.Po.Tra.: workshop a Bologna su mobilità e programmazione delle infrastrutture in città metropolitane

Roma, 4 MAR – Si terrà il 19 marzo a Bologna un workshop, organizzato dall’associazione Si.Po.Tra., sulla mobilità e programmazione delle infrastrutture nelle città metropolitane. I lavori inizieranno alle 14,30 e si terranno presso la sala del Consiglio del quartiere San Vitale (vicolo Bolognetti, 2).
La discussione sarà preceduta da alcune relazioni presentate da Marco Spinedi, esperto di economia e politica dei trasporti (Si.Po.Tra.-Laboratorio Urbano), da Luciano Vandelli docente di diritto amministrativo Università di Bologna (Laboratorio Urbano), da Ennio Cascetta, docente di pianificazione dei sistemi di trasporto Università Federico II di Napoli (Presidente di Si.Po.Tra.) e da Catia Chiusaroli responsabile  U.O. Pianificazione della Mobilità Provincia di Bologna (Laboratorio Urbano).Si.Po.Tra., costituitasi lo scorso autunno, è un’associazione formata da un gruppo di professori universitari, dirigenti pubblici, professionisti e manager, accomunati, ciascuno nel proprio ambito, da un forte impegno civile e dalla convinzione della centralità del sistema dei trasporti per una crescita sostenibile, mediante politiche più incisive in questo settore.

 

S.I.Po.Tra.: le decisioni del consiglio direttivo del 17 febbraio. Il 19 marzo il primo workshop

Roma, 20 FEB – Si è tenuto a Roma il 17 febbraio il consiglio direttivo di S.I.Po.Tra., Società Italiana di Politica dei Trasporti, nel corso del quale sono state programmate le prossime iniziative dell’associazione:
- il 19 marzo 2014 si terrà a Bologna, presso la Sala del Consiglio di Quartiere San Vitale, il workshop “Mobilità e programmazione delle infrastrutture nelle nuove città metropolitane”  realizzato in collaborazione con Laboratorio Urbano;
- a maggio 2014 si terrà ad Enna il convegno sulle ferrovie del sud ed i piani di investimento di RFI;
- a giugno 2014 si terrà a Milano, presso il Politecnico, il convegno sulla valutazione economica delle infrastrutture di trasporto.

 

S.I.Po.Tra.: le nuove iniziative dell’associazione. A breve convegni e workshops

Roma, 15 GEN – Si è tenuto a Roma il consiglio direttivo di S.I.Po.Tra., Società Italiana di Politica dei Trasporti.
Nel corso della riunione sono state definite le prossime iniziative dell’associazione tra cui i seguenti convegni: “La valutazione economica e finanziaria delle infrastrutture di trasporto: errori passati e prospettive future” e “Le ferrovie del sud ed il piano di investimenti di RFI”. Inoltre si terranno a breve i seguenti workshops su “La gestione della mobilità e le nuove aree metropolitane”, “La riforma delle autorità portuali” e per ultimo uno su ”I costi standard”.
S.I.Po.Tra.,aveva già organizzato un convegno il 21 ottobre scorso a Venezia dal titolo “Le priorità per la politica dei trasporti”.

 

 

S.I.Po.Tra.: si terrà il 10 dicembre a Roma l’assemblea sociale per definire l’attività per il 2014

Roma, 1 DIC – La prima assemblea sociale di S.I.Po.Tra. si terrà a Roma il 10 dicembre alle ore 10 nella Sala Riunioni dell’Assemblea Capitolina, sita in Via della Greca 5, al secondo piano. La neonata associazione è costituita da professori universitari, dirigenti pubblici, professionisti e manager, accomunati, ciascuno nel proprio ambito, dalla convinzione della centralità del sistema dei trasporti per una crescita sostenibile, mediante politiche più incisive in questo settore.

Recentemente S.I.Po.Tra. ha definito le quattro aree tematiche che saranno il fulcro delle attività dell’associazione di cui i responsabili sono:
- Programmazione, valutazione e progettazione delle infrastrutture di trasporto: Pierluigi Coppola;
- Governance ed organizzazione di imprese, sistemi di trasporto e logistica: Marcello Martinez;
- Concorrenza e regolazione dei mercati di trasporti: Edoardo Marcucci;
- Trasporti e energia. ambiente e tecnologie: Ilaria Bramezza.
Nel corso dell’assemblea romana si definiranno, tra l’altro, le attività per il 2014.